Il Centro Educativo Territoriale “Bruno Ciari”, negli ultimi anni si è dovuto  sempre più misurare con l’esigenza di rispondere ad una domanda di interventi crescente e differenziata in una realtà  culturale e sociale sempre più fragile aggravata da una crisi economica che rischia di isolare soggetti ed istituzioni generando senso di insicurezza rispetto alla realizzazione di contesti “sufficientemente buoni” ; la perdita di sicurezza  porta alla perdita di fiducia nella comunità, il bisogno di protezione è realizzato isolandosi e ripiegandosi.

Le Comunità Educanti sono complesse e inevitabilmente plurime, perciò hanno bisogno di una struttura connettiva che le sappia leggere e governare: hanno bisogno di un disegno politico lungimirante, coraggioso, autorevole.

L’identità e la comunità sono binomi inscindibili, anche se la loro relazione è frutto di un equilibrio ed una ricerca incessante.

Occorre riformulare un’alleanza tra l’identità e le comunità, tra diritto a realizzare i propri scopi e dovere di appartenere a una collettività.

Riformulare culturalmente l’appartenenza a comunità educanti significa porsi il problema dell’incertezza del domani.

Per questo il CET cambia nome, ma conserva l’acronimo: da Centro diventà Comunità. Si mette in sinergia col proprio territorio, co-progetta, si confronta e chiede agli altri interlocutori la disponibilità a metetrsi in gioco. L’obiettivo è di presentarsi alle scuole in modo nuovo, in primis semplificando e sottolineando il legame tra scuola e territorio.

E’ finalità della CET promuovere la cultura del diritto/dovere alla cittadinanza a partire dalla condivisione di responsabilità in ambito educativo, sociale e culturale, richiamando il territorio alla propria funzione, a supporto delle nuove culture, della scuola dell’autonomia e volto alla radicalizzazione della propria identità comunitaria contemplando al suo interno azioni inclusive.

La CET, servizio delegato dall’Unione dei Comuni Valle del Marecchia, rafforzato dal Patto Educativo Territoriale siglato con le autonomie scolastiche in occasione del ventennale della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, ha recentemente siglato un Protocollo d’intesa per la promozione di pratiche interculturali attraverso i linguaggi dell’arte e dell’espressività infantile e giovanile tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Associazione medici volontari Tolbà, Matera – la Fondazione Fo.Cu.S, Santarcangelo di Romagna – la Fondazione PInAC (Pinacoteca internazionale età evolutiva), Rezzato, Brescia e la libreria per ragazzi Giannino Stoppani di Bologna.

AREE D’INTERVENTO

Area A)
Didattica dell’arte e del patrimonio culturale

Area B)
Aggiornamento e formazione permanente, rivolti non solo a educatori e insegnanti ma anche agli adulti in genere

Area C)
Interventi/azioni a supporto della prevenzione dell’abbandono scolastico e promozione del benessere